Soggiornare presso l'Hotel Panoramico a Castro Marina permette di godersi una vacanza coccolati da una struttura elegante e lussuosa, in una cornice spettacolare. Castro, con le sue case bianche, sorge infatti a picco sul mare turchese che bagna questo tratto di costa del Salento, dall'alto di una verdeggiante rupe.

Trattasi questo di un borgo che coniuga splendidamente un notevole patrimonio storico con bellezze naturalistiche tra le quali spicca la Grotta della Zinzulusa, distante dall'hotel poco più di 2 km.

La leggenda mai dimenticata

Come tutti i luoghi affascinanti, anche la Grotta della Zinzulusa è ammantata di una leggenda che affonda le radici nella notte dei tempi. A stimolare questo racconto sono state le numerose stalattiti calcaree che abbondano all'interno della cavità naturale, chiamati in dialetto locale "zinzuli" cioè stracci, anche se in realtà zinzulusa non era altro che l'albero di giuggiolo che abbondava in passato in questa zona del Salento.

La leggenda dunque racconta del malvagio barone di Castro, talmente avaro che preferiva accumulare beni e ricchezze, piuttosto che provvedere al sostentamento della povera figlioletta. La giovane, che aveva perso la madre a causa del dolore infertogli dallo stesso barone suo padre, crebbe in totale solitudine e povertà. Un giorno però una fata ebbe pietà: decise di aiutare la ragazza donandole, assieme alla libertà, anche uno splendido vestito e scagliando il crudele barone nell'antro più profondo di una grotta in un punto dal quale poi fuoriuscirono inquietanti acque dall'inferno. Nella stessa grotta si depositarono, portate dal vento, le logore vesti della fanciulla (i "zinzuli" appunto).

Pare che a questi eccezionali avvenimenti assistettero preistoriche specie di gamberetti che, accecati dal prodigio, rimasero così ciechi per l'eternità.

Alla scoperta della Grotta Zinzulusa

A conoscenza di questa suggestiva storia, risulterà più piacevole visitare la Grotta Zinzulusa a Castro, raggiungibile via mare o percorrendo un sentiero scavato nella roccia a pelo d'acqua.

La cavità si è formata, a causa dell'opera erosiva del mare, nel pliocene. Questo luogo, lambito adesso dallo splendido mare del Salento, millenni or sono era popolato di cervi, orsi e ippopotami, senza dimenticare l'uomo: all'interno sono stati rinvenuti resti fossili di animali, oltre a grattatoi, lame e manufatti in ossidiana, in osso e selce.

La grotta, lunga 160 mt, consta di tre parti, la prima delle quali è la Conca che introduce al meraviglioso corridoio delle meraviglie dove le stalattiti e le stalagmiti assumono forme stravaganti come un prosciutto, la spada di Damocle ed un pulpito.

La seconda parte è il Duomo, altrimenti detto Cripta: la volta di questo ambiente raggiunge i 25 mt di altezza e il nome deriva dalle formazioni calcaree simili a colonne e dove vi si nascondevano in passato colonie di pipistrelli.

Il cocito è l'ipogeo subacqueo, parte terminale chiusa al pubblico in quanto custode di una preziosa biodiversità. E' qui che sopravvivono veri e propri fossili viventi, cioè lo Spelaeomysis bottazzii e il Typhlocaris, privi di pigmenti che sostanzialmente sono sfuggiti al normale processo evolutivo, vivendo in questo straordinario habitat.

Qui trovate contatti utili per organizzare un visita guidata.

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