La maggior parte delle masserie presenti in Salento sono ancora presenti dopo essere state rimesse a nuovo, e dunque ristrutturate per far sì che potessero continuare la loro vita.

Il Salento e le sue Masserie: luoghi colmi di storia e tradizione

Altre, invece, sono state meno fortunate e, trattandosi di strutture risalenti a molto tempo fa, non hanno resistito all’avvenire del tempo e degli eventi atmosferici che ne hanno causato la totale disfatta.

Quando si parla di masseria, si sta, difatti, parlando della storia e della tradizione non solo del Salento, ma di tutto il sud Italia, ed ecco come questi luoghi affascinanti di una bellezza antica riescono subito a trasportarci nell’atmosfera di quegli anni non appena vengono visitati.

Il prezioso ruolo delle masserie

Le masserie pugliesi si differenziano dalle strutture che si possono trovare in toscana o nel Lazio perché anche se possono sembrare simili a costruzioni presenti anche lì, in realtà sono molto diverse perché è la terra su cui sono sorte che ha inevitabilmente cambiato la storia di queste masserie e il loro avvenire.

In principio, le masserie erano dei posti in cui si concentravano tutte le persone che lavoravano per uno stesso padrone, e delle volte risultavano essere proprietà della Chiesa. Da qui il termine "masserie" che proviene da "massa".

Mentre all’inizio c’era un capo, il cosiddetto "massaro", a controllare l’operato dei contadini e dei manovali presenti nelle masserie, e che dava loro disposizioni e faceva da tramite con i loro padroni, con il passare del tempo è venuta meno questa figura, e i signori, ovvero gli ex padroni, hanno preferito addirittura trasferirsi in queste masserie, rendendoli dei luoghi più affascinanti, con più comodità e soprattutto più splendenti a causa del fatto che dovevano viverci anche loro, e questo ha reso le varie masserie dei luoghi più ospitali per ovvie ragioni. È stato in questo periodo che le masserie hanno raggiunto un livello elevato di splendore e importanza.

Il lento decadimento delle masserie

Con la Riforma Agraria avvenuta dopo le grandi guerre, tutte le terre furono divise e si perse per sempre il senso di aggregazione che le masserie erano riuscite a creare. Dunque, molte di loro andarono in disuso, mentre le altre, le più fortunate, furono adibite ad altri usi. Ed ecco come questo magnifico patrimonio culturale, nonché la tradizione che si portava dietro veniva meno, e così anche la passione e la dedizione che avevano i lavoratori e i contadini di un tempo che vedevano nella masseria un luogo nel quale esprimersi al meglio, e un senso di comunità che non aveva pari, poi andato perso per sempre per le ragioni già citate.

Com’era strutturata una masseria

Pur avendo degli scompartimenti separati in base alle classi sociali e anche agli animali, bisogna immaginare una masseria come un luogo che fondava tra di loro tutte queste sezioni, in quanto spesso e volentieri erano davvero labili le linee di confini e sembrava che tutti avessero il diritto di stare nello spazio di tutti, tranne ovviamente per i cosiddetti signori che avevano un’ambiente riservato solo a loro. Difatti, una distinzione classica era più o meno questa: da un lato c’erano le famiglie di contadini, poi le camere riservate ai padroni, un posto dove mettere gli attrezzi e gli utensili, e infine lo spazio dedicato agli animali con stalle, ovili e recinti a delimitare l’area.

A chiudere l’intera masseria erano presenti dei pozzi, utilizzati per raccogliere l’acqua che veniva immessa nelle cisterne per l’uso in casa e non solo. Poi dei giardini, anche se non sempre, e ulteriori coltivazioni particolari se predisposte dai signori.

 

Ancora oggi è possibile farsi affascinare da queste meravigliose strutture presenti sparse in tutto il Salento. Non resta che recarsi di persona e rivivere le stesse sensazioni che vivevano queste persone di un tempo ormai andato per sempre.

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