Pubblicato: 24/02/2017

Un frammento di paradiso terrestre, la perla paesaggistica di Castro Marina: stiamo parlando della Grotta Zinzulusa.

 

Un habitat sospeso fra leggenda e realtà

Con il suo scenografico scenario naturale, questa cavità sotterranea rappresenta una delle più affascinanti attrazioni turistiche di tutto il Salento, e di tutto il mondo. Ogni anno, infatti, il numero dei visitatori aumenta in modo significativo. Grazie alle visite guidate, al percorso di 150 metri da effettuare a piedi, e alle indimenticabili escursioni in barca, è possibile esplorare la magnificenza della Zinzulusa ed apprendere la sua storia.

Pochi sanno che il nome della grotta deriva da un termine dialettale, zinzuli, ovvero stracci. Qualcuno pensa che il termine si riferisca propriamente all'albero di giuggiole, un tempo molto fiorente in questa zona. Intorno al termine nacquero più leggende, la più romantica delle quali vede il lieto fine di un amore fra una giovane donna vestita di poveri stracci ed il suo principe: sembra dunque che le stalattiti pendenti della Zinzulusa siano gli stracci della fanciulla, affidati al vento e pietrificati sulla parete della grotta.

Un tesoro naturale tutto da scoprire

Nata nell'era geologica del Pliocene ad opera dell'erosione marina, la grotta della Zinzulusa è ricca di concrezioni minerali naturali, stalattiti e stalagmiti (poste nell'area di accesso chiamata Atrio), formazioni calcaree ed un habitat unico di specie marine.

Al suo interno sono altresì presenti resti fossili, microrganismi preistorici ed endemici, animali di tutte le specie appartenuti alle diverse epoche della storia dell'umanità. Le escursioni in barca consentono di ammirare da vicino questo tesoro naturale. Si parte dal porticciolo di Castro Marina, fino a raggiungere la Conca della Zinzulusa, un laghetto di acqua limpidissima che precede il Corridoio delle Meraviglie. In questo luogo della grotta è possibile assistere allo scenario fantastico, di forme e colori, creato dall'incontro delle stalattiti e delle stalagmiti. Il percorso in barca si conclude con la visita del Cocito, la parte sommersa della grotta.

 

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