Spesso si identifica la città di Lecce essenzialmente con il Barocco, quello stile ricco e scenografico che caratterizza i suoi palazzi, le sue chiese e le sue piazze.

Eppure la storia di Lecce affonda le radici in tempi molto più antichi, che hanno lasciato, tra le altre, una monumentale traccia nel cuore della città salentina: si tratta dell'Anfiteatro Romano.

Il gioiello di Lecce: l'Anfiteatro Romano

L'antica Lupiae era una città messapica fino all'arrivo dei romani nel III a.C., che ne fecero municipio nell'89 a.C.: presto la città acquistò sempre più rilevanza. Un impulso importante alla crescita urbanistica della Lecce romana avvenne grazie al contributo di Ottaviano Augusto, che si rifugiò proprio nella città salentina per allontanarsi da Roma, che in quel tempo stava attraversando un momento di grande disordine dopo l'uccisione di Giulio Cesare. Fu accolto così bene che Ottaviano decise di finanziare la costruzione di grandi opere a Lecce, quali teatri, terme, ma soprattutto l'Anfiteatro Romano, che ancora affascina e suggestiona tutti coloro che giungono nella centralissima Piazza Sant'Oronzo.

La scoperta di questo monumento avvenne nei primi anni del '900 per mano dell'archeologo Cosimo De Giorgi, in occasione dei lavori per la costruzione della Banca d'Italia. Da alcune iscrizioni rinvenute sul sito e dai relativi riferimenti a Traiano, gli studiosi hanno datato l'anfiteatro intorno al II secolo d.C.

Quello che si vede oggi in piazza, a una profondità di circa 8 metri, è solo un terzo dell'intera struttura, per il resto ancora sepolta con tutti i suoi tesori sotto il manto stradale e sotto la vicina chiesa cinquecentesca di Santa Maria della Grazia.

Una finestra su un glorioso passato

Dell'antico Anfiteatro Romano restano la gradinata inferiore e parte dell'arena, ma nonostante questo si percepisce la maestosità del sito, costruito in parte con pietra leccese e scavato nel tufo.

Se si facesse un salto nel passato, ci si ritroverebbe al cospetto di un anfiteatro in forma ellittica e rivestito di marmi, fregi e ricche decorazioni: vi era un doppio ordine di gradinate e portici esterni e interni per favorire il deflusso degli spettatori che potevano arrivare fino a 25.000. Sotto il podium, riservato alle classi più agiate, c'erano le gallerie dalle quali transitavano gli animali feroci protagonisti degli spettacoli, dai leoni agli orsi ai tori. L'Anfiteatro Romano di Lecce allietava la folla, infatti, non solo con le lotte tra i gladiatori, ma anche con esecuzioni capitali e lotte con le fiere.

Nel corso degli scavi sono state rinvenute la statua della dea Athena, la testa di Efebo e l'Amazzone ferita: queste opere di egregia fattura, assieme ai fregi marmorei legati all'anfiteatro, raffiguranti realistiche scene di lotta e caccia, sono oggi custodite nel Museo Castromediano di Lecce.

Questa sontuosa vestigia romana nel cuore barocco di Lecce è dunque uno dei tanti motivi per visitare questa splendida città, distante appena 47 km dallo spettacolare Hotel Panoramico a Castro Marina, borgo costiero affacciato sul Mare Adriatico.

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